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Il Big Bang? Fu un sacerdote belga a scoprirlo

di Francesco Agnoli  29-10-2014

Nel suo discorso del 27 ottobre, papa Francesco, riferendosi anche ai lavori della Pontificia Accademia delle Scienze, ha fatto un lungo riferimento alla teoria del Big Bang, riproponendo tra l’altro la perfetta compatibilità filosofica tra di essa e la fede in un Dio Creatore. Il Papa ha detto, tra l’altro: «il Big-Bang, che oggi si pone all'origine del mondo, non contraddice l'intervento creatore divino ma lo esige. L'evoluzione nella natura non contrasta con la nozione di Creazione, perché l'evoluzione presuppone la creazione degli esseri che si evolvono».

AL MUSEO DELLA SCIENZA E DELLA TECNOLOGIA DI MILANO

Dalla Luna a Milano:la roccia degli astronauti trova la sua casa

Aperta la nuova esposizione permanente del Museo dedicata allo spazio e all’astronomia. Con la presenza di Eugene Cernan che l’ha raccolta nel 1972

di Paolo Virtuani

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L’unico frammento di roccia lunare presente in Italia ha trovato la sua perfetta collocazione. È infatti il «pezzo forte» della nuova esposizione permanente delMuseo della scienza e della tecnologia di Milanodedicata allo spazio e all’astronomia che da mercoledì 29 ottobre viene aperta al pubblico e agli appassionati di scienza. Un’inaugurazione che è stata arricchita dalla presenza di Eugene Cernan, l’astronauta capitano di Apollo XVII che quel sasso l’ha raccolto nel dicembre 1972 nella valle Taurus-Littrow nel Mare della Serenità. «Sono davvero orgoglioso che un campione lunare riportato dall’ultima missione Apollo sia qui al Museo della scienza di Milano dedicato a Leonardo da Vinci», ha commentato lo stesso Cernan. «Il sogno di Leonardo - il volo e la conoscenza - è stato anche il mio sogno, quello che mi ha spinto fin sulla Luna».

 Un’area attesa

 «L’esplorazione spaziale risponde al bisogno dell’umanità di conoscere l’ignoto, ma ha anche importanti ricadute sulla nostra vita», ha dichiarato Fiorenzo Galli, direttore generale del museo. «In questo settore, infatti, ilcontributo dell’Italia in termini scientifici e industriali è di grande rilievo e l’esposizione intende valorizzarlo».

 La mostra e gli oggetti

 Tra gli oggetti esposti - suddivisi in due aree: passato e presente - vi sono i globi celesti e terrestri di Coronelli e Moroncelli del XVII secolo, il settore equatoriale di Sisson del 1774 usato per i primi studi di Urano e per la scoperta dell’asteroide Esperia da parte di Schiaparelli, uno dei tre stadi del lanciatore Vega, il satellite San Marco per lo studio dell’atmosfera, il satellite Sirio per le telecomunicazioni e alcuni straordinari oggetti legati alle missioni lunari, tra cui la tuta Krechet che avrebbe dovuto essere indossata dai cosmonauti russi nel progetto mai portato a termine di sbarco sulla Luna. È inoltre riprodotta una porzione della Stazione spaziale internazionale con la cupola di osservazione della Terra.

 L’Italia e lo spazio

 «L’esplorazione spaziale sta ripartendo», ha spiegato Giovanni Caprara, curatore della nuova esposizione e presidente dell’Italian Space Society. «Nasa, Cina e Russia preparano nuove missioni, l’India ha lanciato una sonda in orbita marziana.L’Esa europea sta per lanciare missioni verso Marte e Mercurio. L’Asi italiana condivide queste sfide. L’area Spazio racconta anche la partecipazione dei nostri scienziati e tecnologi alle grandi esplorazioni spaziali, che hanno collocato l’Italia tra le nazioni protagoniste dell’avventura cosmica».

Fonte: Corriere della Sera

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