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Embrioni con tre genitori: vogliono produrli

ma non sanno come.

"Inglesi inseguono chimere"

Josephine Quintavalle spiega: «A ottobre devono uscire le linee guida di una procedura dagli effetti pericolosi, ma adesso si rischiano ulteriori azzardi

Dopo che il parlamento inglese ha votato a favore dell’introduzione di una tecnica che mischia il dna di tre persone creando di fatto embrioni con tre genitori, ora i tecnici devono stabilire le modalità con cui potrà essere eseguita. Il paradosso è che nessuno sa come. Non è uno scherzo perché «l’operazione di modifica del genoma umano, oltre a creare embrioni con il corredo genetico di tre persone diverse, è difficilissima da attuare, come hanno ammesso ieri gli esperti competenti». Ad assistere alla riunione della Human fertilisation embryology authority (Hfea), l’autorità designata dal governo per la concessione delle licenze operative ai centri di fecondazione assistita e alle attività di ricerca sugli embrioni e per il controllo delle stesse, è stata Josephine Quintavalle. La più nota esponente laica del movimento pro life britannico ci racconta «l’ennesimo paradosso inglese» dopo aver già spiegato a tempi.it la gravità di un processo in cui si prende «un ovocita per cambiargli parte del corredo genetico inserendone un altro proveniente da una donatrice per poi di fecondare questo ibrido con lo spermatozoo di un terzo. Oppure di prendere un embrione con un corredo genetico che si suppone malato per togliergli il nucleo sano e impiantarlo in un altro embrione».

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